Giovedì, Febbraio 23, 2012
   
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XR500 1979

foto4_XR_pronta_gara

a cura di Barbante

1 settembre 2008, lunedì mattina, sono seduto davanti al computer e navigo su internet, solite cose: scarico la posta,  un’occhiata alle previsioni del tempo, le ultime notizie, i cinema. Non so come e ne perché,e rimarrà di sicuro un oscuro mistero guidato dal fato ….., ma mi ritrovo a leggere un annuncio di vendita  su moto. It che mi mette addosso un sacco di curiosità. All’ epoca, reduce da una delusione con un’altra XR (ma quanto ricorre nelle mie faccende questa sigla di moto ….) non mi occupavo di fuoristrada e in garage avevo un Ducati Monster 900 del 97, un Ducati Super Sport 750 del 91 e una Honda XL600LM dell’85 presa da un meccanico a 100€ e ancora da mettere a posto. Ma torniamo all’annuncio, che è pubblicato da un noto appassionato e driver di moto d’epoca che corre da anni nella regolarità Gr.5 con un Ktm 175, conosciutissimo sui mercatini per la sua competenza sui carburatori, che in quel di Bologna ha un capannone pieno di “leccornie”. Il nostro amico aveva in vendita una Honda XL500R del 1982, una Honda XL250S del 1980 preparata per le gare  d’epoca, una , udite, Honda XR500R del 1981 e udite-udite, una Honda XR500 del 1979. L’XR dell’81, quella col mono e con il tamburo davanti, per intenderci, è una mia vecchia conoscenza perché, fra le altre varie XR che ho posseduto, questa è stata la mia prima in assoluto e mi ha lasciato un sacco di bei ricordi. L’ho comprata nel l’89 o nel 90, ormai già vecchiotta ma in grado di dare ancora grandi soddisfazioni dopo aver montato una forcella marzocchi M1 con il freno a disco come ho fatto io. Ma questa è un’altra storia e avremo modo di parlarne. Torniamo a concentrarci sulla parte più interessante dell’annuncio: Honda XR500 del 79????  Non è possibile! Non esiste! Sicuramente la moto è un tarocco! Pensai. Fino a quel momento pensavo che la prima XR fosse quella dell’81 e pensavo di trovarmi di fronte ad una XL500S preparata per il fuoristrada. Invece mi sbagliavo e grazie alla potenza di internet, non ci volle molto tempo per ricostruire la storia di quel modello. La produzione 79 e 80 fu destinata o totalmente assorbita dal mercato americano , australiano e neo-zelandese e solo qualche raro esemplare ebbe la possibilità di arrivare in nord Europa, ma in Italia, complice un importatore poco lungimirante, che non era ancora Dall’Ara, e l’assenza di una classe dedicata in quella che allora si chiamava regolarità, nemmeno l’ombra. 

foto1_XR500_al_momento_dellacquisto

Fatta questa ricerca, non ci volle molto per farmi  “chiudere la vena”: quella moto DOVEVA essere mia, non mi potevo far sfuggire la mamma di tutte le XR. Dopo un primo contatto telefonico mi sono accorto subito che nonostante l’inserzionista fosse un osso duro e non propenso a mollare sul prezzo, non era un particolare esperto di quei modelli e questo poteva giocare a mio favore. Parto per Bologna con un bel pacchetto di “verdoni” e alcuni pezzi Husqvarna e una marmitta originale di un TT 600 da dare indietro e dopo una estenuante trattativa basata su fargli notare quante cose non fossero originali veramente e barando su altri particolari a lui sconosciuti,concludiamo l’affare e due ore dopo eccomi tornare a casa col sorriso ebete di un bambino col giocattolo nuovo e la mia XR nel furgone. I giorni successivi naturalmente sono stati frenetici in quanto i primi lavori di rimessaggio sono partiti immediatamente, basandomi sulle mie idee con le quali mi approccio a queste operazioni, in quanto  sono abbastanza contrario al restauro totale delle moto, soprattutto da fuoristrada, specie quando il loro destino è quello di ritornare a correre nel fango, mi piacciono molto di più i mezzi conservati e vissuti,ma a posto meccanicamente, quindi per ripristinare la mia 500, mi sono concentrato su questo concetto, sul suo utilizzo, cioè ho deciso di sostituire con parti sempre dell’epoca,  quei particolari non adatti alle competizioni o non pratici nell’uso, ma senza troppe finezze estetiche, badando molto al sodo.

 

 

Parto ora con la descrizione dei lavori fatti sulla mia XR e a differenza di tutti gli appassionati/collezionisti, che sono sempre molto evasivi sulle modifiche “non autorizzate” sarò  molto sincero nell’elenco delle modifiche che ho eseguito e sempre a disposizione  a ricevere le critiche e consigli.  La ruota anteriore Did di 23”, visto che non si trovano più gomme da fuoristrada di quel diametro, è stata sostituita con una Akront bollino verde di 21” col  mozzo grimeca, con tamburo di diametro 140mm e la forcella showa di serie con una marzocchi piffero di provenienza Ktm, del solito diametro per fruttare le piastre di serie, alla quale ho provveduto a spazzolare i foderi che erano di colore arancio. Il mozzo posteriore ora è di provenienza italiana, con tamburo di 150, invece che di 130, per riuscire a frenare un po’ meglio e anche dietro ho messo un cerchio Akront bollino verde, e non vi dico quanto ho sofferto per trovarlo con le solite forature dei raggi compatibili con il mozzo Gli ammortizzatori posteriori sono gli showa originali con interasse 43 mm che ho provveduto a far revisionare. Ho fatto alzare di 3 cm e fatto una nuova copertina alla sella e sono passato alla Ufo Plast per prendere 2 parafanghi e la mascherina portafaro vintage in stile Maico. Per le gomme ho optato per delle classicissime Pirelli Mt16 garacross che si trovano ancora a prezzi onesti e sono perfettamente coeve con il periodo della moto. Lo scarico ha un finale americano Ace Production, il padre delle Supertrapp, ed è parzialmente costruito a mano da un artigiano per raccordarlo al collettore di serie. Il motore, sul quale era scritto con un pennarello bianco “without oil”, e poi dico il perché, era, ed è tutt’ora, di colore nero, mentre il mio modello dovrebbe montare un propulsore in grigio metallo, probabilmente si è voluto in epoche successive adeguare il colore ai modelli più recenti. Per ora rimane così, poi vedremo in caso di un ripristino più accurato, visto che ho di scorta per eventuali bisogni una XL500S, la cugina stradale, completa e uguale alla XR per l’80% dei suoi particolari. Ma perché la scritta in inglese sul motore? Il mistero è parzialmente svelato dalla presenza, sul parafango anteriore originale e sullo stelo della forcella, di 2 bolli di circolazione, o come si chiameranno in quel luogo, californiani. La conferma dell’origine americana della mia XR l’ho avuta chiamando direttamente la persona che l’aveva tempo addietro ceduta al mio venditore: è stata acquistata veramente in California, smontata e messa in un container spedito via mare insieme ad altre rarità trovate su quei mercati da un importatore di moto di Bergamo. Una volta approntata  la moto, ho effettuato un paio di test nel mio bosco preferito, Barbante, come il mio nick sui forum di moto, e poi è stata pronta per l’esordio ufficiale che è avvenuto alla Sgommata del Pomino il 23 Novembre 2008, cavalcata notoriamente abbastanza impegnativa, vista la presenza di ghiaccio e di lastroni di pietra banati e inclinati, messi su quelle mulattiere veramente ostiche. La mia vecchietta si è comportata veramente bene, ho sfidato gli sguardi dubbiosi dei marshal, che mi vedevano arrivare con un “ferro” mentre dirigevano il traffico in prossimità dei tappi,salendo in piena sicurezza, in piedi sulle pedane, seminando una cifra di partecipanti con moto ben più moderne, dimostrandosi un motore facile, con una coppia spaventosa, in grado di tirarti fuori da ogni pasticcio.         Con i rapporti di serie la moto ha una ottima scalatura, con il primino corto e 5° da trasferimento, la forcella fa un ottimo lavoro, assorbendo bene le piccole asperità  e non andando a pacco nel difficile aumentando il ritmo. Gli ammortizzatori posteriori invece sono poco progressivi, e per non prendere fine corsa e bene abituarsi a guidare molto in piedi. I freni, confrontati con unità moderne, mostrano un po’ la corda ed è bene affidarsi al cambio per riuscire a fermarsi in tempo. Nel complesso la moto è molto divertente e maneggevole e i 33 cv dichiarati dalla casa sono sufficienti per salire dappertutto senza problemi. La cosa più simpatica della giornata d’esordio fu però quando Mario Ciaccia, redattore di Motociclismo FUORIstrada, che era presente all’evento, durante una pausa panino, ha visto la mia XR500, non ha perso tempo a chiedermi informazioni, per fare fotografie con la promessa, rispettata, di pubblicarle sul mensile.Sono seguite poi altre partecipazioni ad eventi per moto d’epoca e non, sempre all’insegna del massimo divertimento e sempre lusingato dalle tante domande sull’origine e la storia di questa moto davvero poco conosciuta. Quante XR500 come la mia ci sono al momento in Italia? Pare nessuna, ma naturalmente sarò ben lieto di scambiare opinioni con altri proprietari nel caso si venisse a sapere di altre “presenze”……..

foto8_Daniele_start_valdibure_2009foto4_XR_pronta_garaParco_chiuso_arrivo_valdibure_2009

Commenti  

 
#1 tanakkas 2010-12-11 16:21
Commenta la notizia a questo Link: www.xrgarage.com/forum/xr500/
 

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