XR600R 89 Cross
di Carlo Fontanelli
Cercavo già da diverso tempo su internet, un motore del 600 per trafficarci un po’, non so cosa ne volessi fare ma in mente avrei voluto fare un qualcosa di particolare, un special, insomma una moto al di fuori degli schemi XR. Mi imbatto in una inserzione di vendita di un XR 600 ’89, venduta a poche centinaia di Euro per recupero parti.
Mi si dice funzionante e mi vengono inviate le foto: è una strana “cosa” un XR con fiancatine di un CR, parafango posteriore metà CR e metà XR, forcelle Upside down Kayaba, collettori home made e terminale Super Trapp….. mha? Sembra un ibrido, anzi un miscuglio non troppo piacevole alla mia vista.
Ma parto… vado a rendermi conto di persona, e quando arrivo il venditore tutto contento me la mette in moto, il motore gira bene ma che fracasso di punterie!!! Uno schifo! Il sospetto è che si siano dimenticati dell’alzavalvola automatico e spero ardentemente che sia solo questo, perché il rumore non mi fa sperare meglio.
Così la porto a casa per decidere che cosa fare, smontare il tutto e tenere quello che interessa?? o …. rifarla da capo a piedi?? Ci penserò..
Un tarlo mi lavora nel cervello “perché non fare un Cross tipo ATK o Al Backer special cross?”, comincio a fare ricerche e purtroppo trovo poche informazioni….le uniche arrivano tramite qualche foto ed articolo trovato su internet delle gare cross che facevano
negli states riservate ai 4t negli anni ’80, insomma i precedessori delle gare di oggi 2010!!
Infatti dopo avermi letto tutto quanto era possibile, già sogno di avere una replica cross 4t nel mio garage e così inizio a mettere le mano alla mia XR600R’89.
Prima di tutto devo verificare se il motore è in buono stato.
Ed infatti scopro che il mio sospetto era fondato: chi aveva messo le mani su quel motore si era dimenticato dell’automatismo sulla valvola di scarico destra per l’avviamento che quando fai la regolazione delle punterie devi prestare molta attenzione al meccanismo automatico e la procedura è trattata in modo molto sommario sul manuale di officina e ci vuole solo della malizia e …. averlo fatto molte volte. Regolo ai valori giusti le punterie, metto in moto la moto che parte benissimo e dopo pochi secondi un fiotto d’olio parte dalla testata! Il tubo che collega la testata al trave del telaio superiore che contiene l’olio si era sfilato con le conseguenze facilmente immaginabili. Dovevo comunque cambiare l’olio e allora svuoto il telaio ed il motore, scoperta: la moto conteneva almeno 3,5 litri d’olio (contro i 2,5 scarsi); si vede che chi l’aveva non conosceva la procedura di misura dell’olio; comunque meglio troppo che niente! Fatto il cambio olio e filtro, messo in moto, mi rendo conto che il motore è in ottimo stato, gira bene, non fuma e non fa strani rumori di meccanica.
A questo punto si parte: prima di tutto smonto tutta la moto e la metto a nudo telaio, motore e parte ciclistica, con soddisfazione perchè il telaio è in ottimo stato come la parte ciclistica. Posteriormente ripristino il mono Showa, mentre per l’anteriore ricostruisco un Kayaba Upside down, proveniente da una cannibalizzazione di un YZ Yamaha della stessa epoca come anche la ruota posteriore. Le pinze Nissin sono a doppio pistoncino sia anteriore che posteriore, con modifica per il leveraggio del freno posteriore per la pompa idraulica. Per la verniciatura del telaio ho mantenuto un nero anche se non originale era di un altro colore ma da un senso di aggressività maggiore. L’impianto elettrico è stato rifatto semplificandolo, lo scarico viene modificato aprendolo completamente, i freni spurgati e controllati e tutta la bulloneria viene cambiata in inox con testa a brugola. Per quanto riguarda la trasmissione secondaria ho istallato una corona Cross in alluminio con scariche per il fango da 52 denti ed il solito pignone da 14 denti di serie, quindi dei rapporti leggermente più corti che quelli di serie giusto per non andar a cambiar marcia ogni secondo ma in modo da far utilizzare la 3 marcia al massimo della sua performance. Per la sella ho istallato una Blackbird nera, per riprendere il colore del telaio. Poi il tocco finale, l’estetica. Grazie a Ry che mi a portato direttamente alla UFO ho trovato praticamente tutto: fiancatine XR, parafanghi e portanumero CR 500, tutto colorato di un arancione racing. Montato tutto la moto è stata collaudata sommariamente in un campo dietro casa ed ha dato prova di essere una moto molto maneggevole oltre che molto “tirosa” piacevolissima come elasticità e potenza di picco, insomma una bomba a 4 tempi! Prossimamente esiguirò un nuovo test, su un bel campo da cross stile anni ’70 con salitoni e discesoni, tracciato ove il grosso mono da il massimo di se stesso!.

Commenti
Che onore vedere che ancora gira!
A breve arriverò con un bel 600 del 92 mooolto particolare e mooolto crf...
complimenti per il sito..buon lavoro a tutti
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